Ricerca di nuove opportunità di lavoro e riflessione sul proprio percorso professionale

Sto cercando nuove opportunità di lavoro ma forse sto sbagliando qualcosa

Cercare un nuovo lavoro e non ricevere le risposte che ci aspettiamo può far nascere molti dubbi.

Il curriculum sarà efficace? Mi sto candidando per le posizioni giuste? La mia esperienza viene realmente valorizzata? Oppure dovrei prendere in considerazione una direzione professionale diversa?

Sono domande che incontro spesso nel mio lavoro e che recentemente sono emerse anche durante una call conoscitiva con una persona con una lunga esperienza professionale.

Aveva inviato diversi curriculum, ricevendo poche risposte e diversi rifiuti, quasi sempre senza conoscerne il motivo. A un certo punto aveva iniziato a chiedersi se il problema fosse il curriculum, il modo in cui presentava la propria esperienza oppure addirittura il tipo di posizione che stava cercando.

Da qui nasce una riflessione importante: quando cerchiamo nuove opportunità di lavoro non sempre il primo problema da risolvere è il curriculum.

Come cercare nuove opportunità di lavoro

Prima di modificare il curriculum o iniziare a rispondere a molti annunci, può essere utile capire che cosa stiamo realmente cercando.

Una nuova azienda? Un ruolo diverso? Una maggiore retribuzione? Più responsabilità? Un settore nel quale ci riconosciamo maggiormente? Oppure un contesto nel quale sentiamo che la nostra esperienza viene finalmente valorizzata?

Sono esigenze diverse e possono portare verso direzioni altrettanto diverse.

Durante la call, per esempio, è emerso che alla ricerca di una migliore condizione economica si affiancavano il bisogno di maggiori stimoli e il desiderio di vedere riconosciute le competenze costruite negli anni.

Per questo cercare lavoro senza avere prima definito il proprio obiettivo professionale può rendere la ricerca dispersiva.

Capire che cosa vuoi cambiare

La prima domanda non dovrebbe necessariamente essere “Quali annunci posso trovare?”, ma:

“Che cosa voglio che sia diverso nel mio prossimo lavoro?”

A volte vogliamo mantenere lo stesso ruolo cambiando azienda o settore. In altri momenti della carriera possiamo invece iniziare a chiederci se le competenze accumulate siano utilizzabili anche in ruoli differenti. Non significa necessariamente ricominciare da zero.

Questo interrogativo può diventare ancora più importante quando si pensa di cambiare lavoro dopo i 50 anni, perché l’esperienza costruita non deve essere cancellata, ma riletta e valorizzata.

Significa capire quali parti della nostra esperienza vogliamo conservare e quali, invece, non corrispondono più alla direzione che desideriamo prendere.

Individuare le competenze trasferibili

Dopo molti anni di lavoro alcune competenze diventano talmente abituali da non essere più riconosciute come un elemento distintivo. E non parliamo soltanto delle competenze tecniche.

Ci sono la capacità di gestire persone e situazioni complesse, prendere decisioni, organizzare attività, affrontare problemi, comunicare con interlocutori differenti o assumersi responsabilità.

Sono competenze che possono avere valore anche al di fuori dell’azienda o del settore nel quale sono state sviluppate.

Per questo, prima di decidere quali opportunità cercare, è importante ricostruire che cosa sappiamo realmente fare e quale valore possiamo portare in un nuovo contesto professionale.

Quando il curriculum non è il vero problema

Il curriculum è certamente uno strumento importante nella ricerca di lavoro.

Ma può essere riscritto molte volte senza risolvere il problema principale, se prima non è chiaro quale professionista vogliamo raccontare e verso quale posizione vogliamo indirizzarlo.

Uno degli errori più frequenti dopo molti anni di esperienza è considerare il CV semplicemente come una cronologia della propria carriera: dove abbiamo lavorato, quale ruolo abbiamo ricoperto e quali mansioni abbiamo svolto. Tutto corretto, ma può non essere sufficiente.

Dalle mansioni ai risultati

Per rendere più comprensibile il proprio valore professionale è utile tornare sulle esperienze passate e individuare anche ciò che abbiamo concretamente realizzato.

Un progetto particolarmente importante, un problema che siamo riusciti a risolvere, un miglioramento introdotto, una responsabilità progressivamente acquisita o un risultato ottenuto possono raccontare molto più di un semplice elenco di mansioni.

È un lavoro che faccio anche nei miei percorsi di Career Coaching: riavvolgere il nastro della propria esperienza professionale per individuare competenze, risultati e momenti significativi che spesso non consideriamo più importanti proprio perché fanno parte della nostra storia da molti anni.

Solo dopo questo passaggio diventa possibile costruire un curriculum capace di rappresentare meglio la persona e l’obiettivo che vuole raggiungere.

Cercare lavoro senza perdere fiducia nelle proprie capacità

C’è poi un altro aspetto che viene spesso sottovalutato. Ricevere poche risposte alle candidature può progressivamente modificare la percezione che abbiamo di noi stessi.

Iniziamo a domandarci se siamo ancora competitivi, se le nostre competenze abbiano valore oppure se abbiamo sbagliato qualcosa nella nostra carriera.

Un rifiuto o una mancata risposta a una candidatura, però, non rappresentano una valutazione complessiva del nostro valore professionale.

Possono esserci molte ragioni per cui una candidatura non prosegue. Quello che possiamo fare è utilizzare quel momento per verificare se esiste coerenza tra le competenze che possediamo, il modo in cui le stiamo comunicando e le posizioni alle quali ci stiamo candidando.

Ed è proprio in questa fase che diventa importante distinguere tra mettersi in discussione e svalutarsi.

La prima cosa può aiutarci a crescere. La seconda rischia semplicemente di bloccarci.

Nuove opportunità di lavoro e Career Coaching

Un percorso di Career Coaching non parte necessariamente dalla ricerca degli annunci di lavoro.

Prima viene la persona. Si parte dalla situazione professionale attuale e si torna sulle esperienze costruite nel tempo per riconoscere hard skill, soft skill, risultati, interessi e competenze.

Successivamente si lavora sulla direzione futura.

Quando l’obiettivo professionale diventa sufficientemente chiaro, è possibile passare anche agli strumenti concreti della ricerca: curriculum, analisi del mercato, individuazione delle opportunità, candidature e preparazione ai colloqui.

È un processo che possiamo immaginare come un percorso tra presente, passato e futuro: comprendere dove siamo oggi, rileggere ciò che abbiamo costruito e utilizzare queste informazioni per decidere dove vogliamo andare.

Non significa che qualcuno sceglierà al nostro posto. Significa creare le condizioni per poter scegliere con maggiore consapevolezza.

Career Coach a Roma e online

Se stai cercando nuove opportunità di lavoro e hai la sensazione di non sapere più quale sia il passo giusto da compiere, il punto di partenza potrebbe non essere inviare un altro curriculum.

Potrebbe essere fermarti e comprendere meglio quale valore professionale hai costruito e quale direzione vuoi dargli.

Nei miei percorsi di Career Coaching a Roma e online lavoro proprio su questo: analisi dell’esperienza e delle competenze, definizione dell’obiettivo professionale e, quando la persona è pronta, costruzione degli strumenti necessari per affrontare concretamente la ricerca di nuove opportunità. Il percorso non offre soluzioni preconfezionate e non decide quale lavoro sia giusto per te.

La direzione rimane nelle tue mani. Il mio lavoro è aiutarti a fare chiarezza e costruire una strategia per poterla perseguire.

Nel caso stai cercando un coach a Roma, ti invito prima di tutto a verificare le mie certificazioni sul sito al link precedente. Quello che offro non è un percorso motivazionale, né una serie di soluzioni preconfezionate. 

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