Life coach professionista durante una sessione di coaching

Life coach professionista: come riconoscerlo e scegliere

Negli ultimi anni la figura del life coach professionista si è diffusa sempre di più. Il termine è diventato più familiare anche a persone che non erano mai venute in contatto con il concetto di coaching. 

La necessità di una figura che possa aiutarci a superare alcuni blocchi che da soli non riusciamo ad affrontare sia a livello di vita personale che lavorativa, non è più vista come un tabù. 

Certamente con il diffondersi di questa consapevolezza, è notevolmente aumentata anche la quantità dei cosiddetti fuffa guru, persone che non sono realmente qualificate, ma che si spacciano per tali. 

Dato che pur non essendo psicoterapia – ci tengo a dirlo – il coaching è in ogni caso afferente la sfera delle emozioni e del mondo interiore delle persone, il tema è delicato e vale la pena cercare di capire quali sono le caratteristiche auspicabili in un life coach professionista, e come invece riconoscere chi non lo è. 

Come riconoscere un life coach professionista

Di seguito alcuni punti fondamentali da valutare prima e durante la scelta di un percorso di life coaching. 

Certificazioni, attestati, formazione 

La prima cosa che un life coach professionista dovrebbe avere è una qualche certificazione che ne attesti il percorso formativo. 

La formazione del coach non è garanzia di qualità al 100%, ma ne garantisce il percorso e il fatto che sia stato a sua volta seguito e valutato prima di intraprendere la professione. Ci sono varie certificazioni, che si focalizzano su vari aspetti. Vale la pena di prendersi del tempo per verificare se il coach scelto ha delle certificazioni che possono fare al caso nostro. 

Condizioni e metodo di lavoro 

Le condizioni contrattuali devono essere chiare e trasparenti. Si stipula un contratto in cui vengono descritti i limiti della collaborazione, gli obiettivi che ci si prefigge e il numero di sessioni previste. Vengono inoltre indicati i costi e le eventuali clausole di rescissione.

Un coach professionista avrà anche un metodo di lavoro chiaro, che verrà illustrato durante una prima sessione conoscitiva, dal vivo oppure online. Il metodo di lavoro non è un percorso standardizzato e uguale per tutti. È piuttosto un insieme di principi che guidano percorsi costruiti sulle esigenze dei singoli clienti.

Per esempio, il coach di solito non motiva, non fornisce soluzioni e non dà consigli. Utilizza piuttosto un metodo basato sulle domande aperte. Attraverso queste domande il cliente riflette in autonomia sulla propria situazione e sulla questione portata durante le sessioni. Le risposte diventano così una guida per individuare i passi successivi.

Limiti e confini 

Il coach non è uno psicoterapeuta né un consulente che dia direttive specifiche. Per quanto in profondità si possa andare con il coaching, lo scopo non è quello della indagine approfondita dei meccanismi o traumi che portano le persone a sviluppare alcuni blocchi. È piuttosto un percorso pratico per poter riconoscere quei blocchi e superarli. 

E non è nemmeno quello di influenzare le decisioni che il cliente deve prendere, come può fare per esempio un consulente finanziario con la gestione del patrimonio. 

La direzione rimane sempre nelle mani del cliente, il coach propone solo le soste di riflessione necessarie prima di ogni passo successivo. 

Molto importante come corollario a quanto sopra, il coach non fa promesse sui risultati che potranno essere ottenuti, perché la variabile fondamentale rimane l’apporto del cliente. Quindi obiettivi sì, raggiungimento dei risultati no. 

Fuffa guru, se lo conosci lo eviti 

La lista di caratteristiche precedenti aiuta anche nella individuazione di coach non professionisti. Chiaramente se manca una o più delle premesse di cui sopra, il rischio di trovarsi di fronte ad un fuffa guru aumenta. 

Ma vediamo qualche dettaglio in più. 

Consigli invece che domande 

Un coach che dispensi consigli invece che fare domande sta venendo meno ad uno dei principi fondamentali del coaching. I consigli non sono necessariamente una cosa negativa e possono anche essere ispirati alle migliori intenzioni, e perfino rivelarsi più che fondati. Ma non fanno parte del metodo di lavoro di un life coach professionista. 

Promesse di risultati in tempi stabiliti

La promessa di risultati, per di più con un orizzonte cronologico chiaro e definito è un segnale abbastanza allarmante di mancanza di professionalità. 

I risultati sono sempre multifattoriali, dipendono in parte dal coach, in grandissima parte da cliente e anche da circostanze sulle quali nessuno dei due ha il controllo. Promettere risultati significa negare la realtà e approfittare dello stato di necessità del cliente. Brutto segnale. 

Mancanza di certificazioni, attestati e recensioni

Le certificazioni come detto prima non garantiscono che il coach sia bravo, garantiscono però che sia stato sottoposto ad un percorso formativo standardizzato e basato sulle migliori conoscenze in materia. La mancanza di certificazioni e attestati non è un bel segnale. 

Oltre a questo, se non ci sono nemmeno delle recensioni di clienti soddisfatti che siano credibili, il rischio è davvero molto alto. 

Ostentazione e linguaggio 

Se il coach presenta se stesso o il proprio stile di vita in modo particolarmente ostentato e se usa un linguaggio categorico, senza sfumature, e giudicante, questi sono tutti segnali di una persona che come minimo è molto inesperta nella promozione di sé, ma che potrebbe essere anche un vero e proprio truffatore. 

Va da sé che non è detto sia così, ma in genere l’ostentazione ed il rifiuto della complessità, al netto delle esigenze di semplificazione che il marketing impone, sono spesso segnali di poca sostanza. 

Life e business coach, qual è la differenza?

Tecnicamente nessuna. Si tratta in entrambi i casi di coach, che quindi usano i metodi standard del coaching per aiutare i clienti a raggiungere gli obiettivi che ci si è prefissati. 

Tuttavia, il life coach si concentra su obiettivi più propriamente legati alla vita privata, come possono essere obiettivi di forma fisica, acquisizione di competenze nuove, gestione del proprio tempo in maniera più funzionale etc. Il business coach si occupa invece di una serie di questioni che hanno influenza diretta sulla vita e sul successo professionali del cliente, quali delega delle mansioni, relazioni con collaboratori, dipendenti e superiori, ricerca di nuove opportunità. 

Life coach a Roma

Nel caso steste cercando un life coach a Roma, vi invito prima di tutto a verificare le mie certificazioni sul sito al link precedente. Quello che offro non è un percorso motivazionale, né una serie di soluzioni preconfezionate. 

I miei percorsi sono totalmente personalizzati sulle vostre esigenze di cambiamento. Non garantisco risultati e se ritengo di non essere la persona che fa per voi, non avrò problemi a comunicarvelo. Lo ritengo un mio dovere per rispetto a voi e alla professione che faccio da 25 anni. 

https://www.coachingfederation.it/